PROGRAMMA

2010

LA METODOLOGIA VISUALE NELLA PRATICA DI OSSERVAZIONE 
E RAPPRESENTAZIONE DELLE CULTURE
di Donatella Davanzo

 

                    Obiettivo

Pensare all’immagine come strumento etnografico nella ricerca sul campo significa acquisire una competenza specifica dello strumento tecnico e interpretativo della fotografia, all’interno dell’interazione con il sapere antropologico. Due ambiti disciplinari entrambi complessi che, riconsiderati in una visione d’insieme, possono costituire una nuova interpretazione delle voci che appartengono alle altre culture.

 

 

 

 

 

 

 

venerdì 16 aprile

Pomeriggio 14.30 - 18.30

Parte storico-teorica della pratica visuale in antropologia nella sua evoluzione storica e nel suo impiego come strumento etnografico. 

Parte tecnica per comprendere le potenzialità della pratica fotografica, il trattamento delle immagini sia analogiche che digitali fino ai recenti supporti informatici.

  

sabato 17 aprile

Mattino 9.30 - 12.30           Pomeriggio 14.00  - 18.00

Attività pratica sul campo e tecnica di ripresa con esercitazioni in sala. Le registrazioni visuali saranno raccolte dal docente e discusse nella giornata seguente.

domenica 18 aprile

Mattino 9.30 - 13.30

Proiezione e trattazione dei lavori realizzati dedicando ampia riflessione alla lettura delle immagini e rendendo esplicite le dinamiche proprie della registrazione visuale.

 

E’ richiesta una dotazione anche semplice di strumentazione fotografica digitale da parte dei partecipanti.

 

Per iscrizioni: info@etnodramma.it 

                         tel. 328 6672328

 


 

Il laboratorio sarà tenuto 

dalla dott.ssa  Donatella Davanzo - Antropologa Visuale

 

Antropologa triestina Donatella Davanzo si dedica da una decina d’anni allo studio della spazialità.

Un’analisi inserita dapprima in ambito filosofico (Università di Trieste, 2001) e approfondita in seguito in modo più specifico nella ricerca antropologica (Università Ca’ Foscari, 2004). 

Nei territori nordamericani del Sud-Ovest, sede della sua ricerca, ha documentato il profondo legame che unisce il territorio alle popolazioni che lo abitano, attraverso l’analisi dei dettagli architettonici degli insediamenti tradizionali preistorici e contemporanei e dallo studio dell’’insieme di segni che il paesaggio è in grado di restituire. Un’attenta analisi antropologica e fotografica che intende evidenziare quanto la spazialità possa comunicare significati culturali ma che sottende anche l’interesse dell’antropologa verso la dimensione visuale in quanto importante strumento per la ricerca sul campo. 

Collegando due ambiti disciplinari così diversi e complessi, la sua attenzione si rivolge all’immagine come possibile incontro interculturale e alle nuove riflessioni che le potenzialità della tecnica visuale possono offrire anche a specifici contesti di ricerca.

 

 

 

Al termine verrà rilasciato un attestato di partecipazione