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MANIFESTO

E’
sorprendente quanto possano essere efficaci 3000
anni di buonsenso comune, di logiche
autocontradittorie ma perfettamente vincolate alle
"ragionevoli ragioni" di ogni sistema
culturale che in quanto tale si regge per la sua
dimensione autoreferenziale.
Accogliamo
allora con sicura devozione ogni possibile
metafisica purché si palesi necessariamente come
l’unica accettabile prostituta in grado di
nascondere la barbarie della ragione. Si apra
definitivamente uno iato incolmabile tra coloro che
attraverso insopportabili spasmi costruiscono
un’estetica e coloro che riconoscono nello spasmo
stesso l’unico atto possibile.
Questi
non sono tempi per una dimensione artistica o per
ermeneutiche che possano sfidare l’odioso carnaio
che ci soffoca di, nemmeno freschi, escrementi
culturali.
Oggi
è il tempo per un Teatro Anale, un teatro
che si impone come clistere per le partiture
performative che riempiono le nostre sale: essere
pronti a lavande intestinali, a distillati
violentatori che ci colgono alle spalle mettendo a
nudo ciò che è basso e nascosto. Senza scelta!
Chi
ci impone vincolanti strutture o sillogismi, che non
solo afferiscono al mondo della logica ma rendono le
nostre menti paraplegiche, deve poter essere
divorato: un atto di sacro e condiviso cannibalismo,
profondamente consapevoli sulla tossicità
dell’alimento.
Ogni
palcoscenico deve poter essere distrutto, ogni luogo
di attori cancellato. Le imponenti macerie saranno
monumento perenne dell’incapacità umana di porsi
come unico limite lo sfintere del mondo.
E’
il sistema nervoso del pubblico che è di scena.
Entriamo
nella coscienza dell’osceno e nella per-versione
della catarsi: passaggio necessario perché il Teatro
della Caverna converta ogni possibile tabernacolo
nell’unico ostensorio.
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